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venerdì

GI - GE - GHI - GHE

 IL GHIRO GHIOTTONE
Nella fattoria è entrato un ghiro,
ma per favore, non ditelo in giro.
Ha mangiato gherigli a valanghe,
tre funghi e due gelatine alle alghe.
Poi si è seduto vicino al laghetto,
per digerire quel gran banchetto.
Non gli è bastato  un “Alka Seltzer”:
ha dovuto fare cinque giri di valzer.


ACQUA E SUOI DERIVATI


Acqua, acquazzone, acquolina,
prima o poi riempiono una piscina.
Acquerugiola, acquaragia e acquavite,
mai insieme vanno servite.
Acqua, pennelli e acquerelli
fanno i tuoi disegni più belli.
Acquaio, acquario e acquitrino,
mettici a nanna il tuo pesciolino.
Sciacqua, risciacqua le mani per bene:
regola d’oro per chi all’igiene ci tiene.
Acquisti, acquattati e acquirenti,
con l’acqua non sono parenti,
ma vanno scritte proprio così;
se ne  conosci altre, mettile qui.

mercoledì

L’ACCA CHE FA LA DIFFERENZA


L’ACCA CHE FA LA DIFFERENZA
 
Dopo estenuanti marce,
in un paesino delle Marche,
sono approdate due foche,
lì dove il fiume ha la foce.
Mettono spesso al sole le pance,
sdraiate su robuste e grandi panche.
Una vive comodamente negli agi,
l’altra ha un letto fatto di aghi.
Si nutrono di solito di grossi bachi
e da tutti ricevono coccole e baci.
 

L’APOSTROFO

L’APOSTROFO
Una volta c’era
un omino di cera
che al sole si sdraiò
e più non si trovò.
Una sera, era d’agosto,
proprio in quel posto,
s’era sdraiato Francesco
per godersi un po’ di fresco.
Allora, digiuno da un mese,
l’omino la sua forma riprese.
L’uomo corse, per lo spavento,                                              
a cento all’ora più del vento.

LE INTERIEZIONI


LE INTERIEZIONI
 
Ahi, che dolore!
Beh, occorre un dottore!
Oh no, mi dissanguerà!
Perbacco, non hai dei soldi?
Ahimè, neanche uno!
Orsù, che vuoi che sia?
Suvvia, facciamo una colletta!
Che vergogna!
Perdiana! A cosa servono  allora gli amici?

Il plurale delle parole che terminano con cia e gia

UNA REGOLA PREZIOSA
 
Per non sbagliare ti svelo un segreto;
tienilo per te, non essere indiscreto!
Alle parole che terminano con cia e gia
applica sempre questa magia:
quando le devi scrivere al plurale,
blocca la “i” se prima di loro vi è una vocale.
Da una camicia verranno fuori  sette camicie,
che metterai in quattro valigie.
Se invece ci trovi una consonante
non rifletterci sopra nemmeno un istante:
togli la “i”, presto, falla sparire!
Un’arancia più tre arance vedrai apparire.

venerdì

I trigrammi sci - sce

CHI CONOSCE IL PESCE BISCIA?

Chi conosce il pesce biscia?



Lui non nuota, lui striscia!


Sulle squame lisce


indossa una fascia a strisce.


Mangia del pollo la coscia,


dopo aver tolto la pelle floscia


e quando la finisce,


la bocca con la pinna pulisce.


Al suo passaggio tu vedi una scia:


è gelatina che a terra rilascia.


Qualcuno ha provato a portarlo in piscina,


ma fino al mare lui si trascina,


perché il cloro non gradisce:


è l’acqua salata che lui preferisce!



lunedì

Anche per questa scheda si posono realizzare numerose attività come già detto per il trigramma gli

IL DIGRAMMA GN
Una volta c'era un grosso cigno
che sorrideva solo con un ghigno:
aveva preso un pugno
proprio lì, sul grugno.
Mentre faceva il bagno nello stagno
vide da lontano un piccolo ragno.
Urlò: "Questo è il mio regno!
se vuoi bagnarti, paga il pegno."
Il ragno si mise con impegno
e una ragnatela fece con ingegno.
Era intrecciata con fili di sogni.
Vi avvolse dentro il re dello stagno
e lo spedì dritto al circo "Togni".
Con questa scheda si possono realizzare diverse attività: individuare le rime e le parole con il trigramma gli, far drammatizzare il racconto, elaborare un questionario per la comprensione del testo; in matematica creare situazioni problematiche, rappresentare in sequenza la storia, riscriverla in un tempo diverso........
Io sono dell'avviso che un brano va rivoltato dentro e fuori; purtroppo molti insegnanti si lasciano prendere dall'ansia di terminare il libro di lettura, ma a che scopo?

domenica

LA STORIA DI ALLO E IMPROVVISO

Un altro errore molto comune. Consiglio ai miei alunni di fare i furbi se hanno il dubbio: al posto della locuzione, usare l'avverbio.



Il gatto Allo e il cane Improvviso
strinsero amicizia con un sorriso.
Stavano spesso insieme, ma tenendosi a distanza,
perchè appena si avvicinavano
di colpo si azzuffavano.
Un giorno a gatto Allo gli fu tolta una gamba;
più non poteva ballare la samba.
L'amico Improvviso un appoggio gli offrì,
ma ALL'IMPROVVISO l'amicizia finì.
Il gatto All (or senza gamba) una soluzione trovò:
un apostrofo come stampella usò.
Da quel momento All e Improvviso
ritornarono a scambiarsi il sorriso.

A VOLTE O AVVOLTE?


Un errore molto comune

Spesso capita
a Titti la svampita,
con parole che vanno separate,
di scriverle di seguito, vicine, appiccicate.
A VOLTE le sembrano AVVOLTE da un mistero
e a Titti questo non par vero.

Difficoltà ortografiche Le doppie

Mi piace inventare filastrocche per il consolidamento delle difficoltà ortografiche e spesso vengono fuori proprio dai pensieri dei bambini che, si sa, hanno molta più fantasia di noi.
Con esse si possono realizzare diverse attività: drammatizzazione, individuazione di rime, creazione di versi più strani, utilizzando due parole date, rappresentazione grafica.....

LE DOPPIE
Ditemi voi se non è un po' strana
questa bambina di nome Floriana.
Quando indossa una tuta
si pavoneggia tutta
e se la pecora bela
lei diventa più bella.
Con i Lego fa una casetta
e la ripone poi in una cassetta.
Lancia bene in aria la palla,
ma lo fa solo con la pala
e se, dipingendo, il colore le cola,
lei lo trattiene , usando la colla.
Se di nero la sua penna scrive,
piange a dirotto e la sua pena descrive.
Strimpella col piano fantastiche note,
ma lo fa solo se viene la notte.
Infine, quando al mare vede un tonno
lo guarda impettita, per darsi un tono!