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giovedì

QUESTI I REGALI CHE TI RIPAGANO DEL TUO LAVORO

Il primo giorno di scuola è venuto Pio a salutarmi con la mamma (purtroppo ancora non sapeva che non sarei stata più la sua insegnante e gli ho smorzato l'entusiasmo); comunque, orgoglioso mi ha detto che durante l'estate si è esercitato a fare tanti disegni e che aveva fatto anche un Kandinsky. (già  solo ricordare il nome del pittore citato in un'attività in classe è un regalo!) Mi sono congratulata con lui e gli ho chiesto di donarmelo, che l'avrei conservato come ricordo. 
Eccolo! Un vero capolavoro!
Stamattina, invece si è avvicinata Martina (un'altra mia alunna che a malincuore ho lasciato) con la mamma e mi hanno regalato una borsettina fatta da Martina che ieri era stata nella fabbrica di borse dove lavora la mamma e, oltre alla sua insegnante, ha voluto realizzarne una anche per me. Grazie Martina, ricorderò sempre la tua dolcezza.
Ed ecco la meravigliosa borsetta!
Altri regali che sto ricevendo sono le parole delle mamme e dei bambini che si dicono dispiaciuti di non avermi più come insegnante. Ho lasciato un buon segno? Spero di sì!


mercoledì

GLI ALUNNI DIFFICILI


Gli alunni difficili sono quelli che non hanno mai il materiale o, se qualche volta lo portano, immediatamente lo perdono, lo barattano, lo distruggono.
Sono in perenne ritardo, non si ricordano mai di far firmare gli avvisi che tu gli incolli sul diario, prima di andare a casa con borsa e borsone, quando tutta la classe è in refettorio, perché trovi per caso il foglietto sotto la sedia, calpestato ...e un po' strappato.
Appena chiedi l'attenzione di tutti, gli alunni difficili guardano altrove, producono rumori fastidiosissimi, molto noto è quello del velcro delle scarpe da ginnastica o il tictac della biro, oppure ti interrompono continuamente con domande su cose che hai appena finito di spiegare.
Certe volte stanno in fila, ma solo quando vogliono nascondersi dietro qualcuno.
Durante la visione dei film ridono rumorosamente quando la scena è tragica, oppure li trovi che appiccicano la cicca sulla maglietta del compagno.
Non parliamo del rendimento scolastico, non studiano mai, perdono gli schemi di sintesi, il loro raccoglitore ad anelli è un trionfo di fogli ciondolanti, appena lo prendi in mano e chiedi di chi è, perché naturalmente l'etichetta c'era, ma è stata ricoperta di scarabocchi orribili se non è mezza strappata, riassunti e approfondimenti cadono al suolo con effetti devastanti sulla concentrazione degli altri.
Gli alunni difficili fanno domande impertinenti, anche sulla tua vita privata, tipo "ce l'hai il fidanzato" oppure "stai male truccata così" proprio mentre qualcuno, finalmente, azzeccava una definizione in grammatica. Oppure, semplicemente e sinceramente ti dicono che sei un po' vecchia.
Ogni tanto svuotano le Bic per farne cerbottane, o colorano con i pennarelli pagine intere del sussidiario, proprio nella pagina che insieme avevate sottolineato per evidenziare le famose parole-chiave.
Quando tenti di baciarli, sperando forse nel miracolo della conversione, loro si puliscono la guancia oppure sbuffano o scappano o digrignano i denti dicendo "che schifo". Durante l'intervallo giocano sempre a pallone, te lo tirano anche col destro micidiale e se fischi perché è ora di tornare in classe, ti mandano "affanculo" senza tanti complimenti.
Ma....c' è un ma.
Loro, questi ragazzini ribelli e "maleducati”, che stentano a leggere, che si assentano di venerdì o di lunedì o in entrambi i giorni, queste piccole pesti possiedono un talento in umanità senza pari: sono i primi a dirti che Francesco sta piangendo, sanno essere amici leali e addossarsi la colpa per proteggere i compagni, specialmente quelli più fragili.
Si accorgono che tu hai voglia di piangere o che stai poco bene, vedono per primi il cambio delle stagioni, sanno comporre poesie sublimi, piene di saggezza e di riflessioni profondissime sul senso della vita.
Sono quelli che quando fai le preposizioni semplici diadainconsupertrafra non le sanno ripetere in fila, ma ti stupiscono dicendo che ridere con te non è proprio la stessa cosa che ridere di te. Sono creature che si dedicano con amore ai dettagli e alle sfumature, non ricordano date e nomi e capitali, ma sanno perfettamente tutte le scoperte e le invenzioni dei popoli e cercano di ricostruire in classe certi macchinari grandiosi di Leonardo che hanno visto su Focus Junior che tu avevi portato per una foto dell'archeologo al lavoro.
Loro, gli alunni difficili, non sanno ripeterti la lezione di scienze, ma conoscono esattamente tutti i tipi di balena e di orca e di delfino esistenti al mondo, dove abitano e cosa mangiano, parli di geometria e ti chiedono di italiano, fai storia e ti domandano di fulmini e saette.
Beh, questi alunni difficili, a te insegnante, ti fanno stare bene a scuola, senza di loro non sapresti come fare a inventarne ogni giorno una nuova, ti danno dritte meravigliose che ti lasciano basita e ti chiedi come cavolo ho fatto a non pensarci prima eh!! 
Puoi incontrarne moltissimi, o anche no, ma tu sai che sono i migliori.
Grazie a loro sorridi e piangi allo stesso tempo, una tempesta emotiva che fa bene al cuore e alla mente, per loro vai al cinema a vedere l'ultimo cartone animato, perché te l'hanno fatto amare mentre te lo raccontavano minuziosamente in mensa, col cucchiaio a mezz' asta e gli occhi pieni di meraviglia.
Gli alunni difficili poi migliorano l'istituzione scolastica, perché è a loro che pensiamo quando organizziamo qualsiasi cosa,  perché sono persone che ti fanno guardare sempre avanti, precorrono i tempi.
Gli alunni difficili non sono difficili per niente, semplicemente si annoiano, perché possiedono intelligenza emotiva e sensibilità grandissime, la loro anima è sempre in movimento, sognano e amano come nessuno e tu li ricorderai finché avrai vita, provando una nostalgia indescrivibile ogni volta che ti vengono in mente, e le volte non saranno poche. E quasi sempre questi alunni difficili, quando diventano uomini e donne, cercano di cambiare il mondo, talvolta riuscendoci in modo mirabolante, talvolta con piccoli e preziosi gesti quotidiani, occupandosi degli altri con amore e discrezione.

giovedì

Il rientro a scuola si è presentato sotto i migliori auspici....almeno me lo auguro.
Un 1° settembre diverso dai soliti: ad accoglierci c'è stata una nuova dirigente che ci ha lasciati sconcertati con il suo discorso di presentazione. E' stata veloce, sintetica e molto chiara:

"A ME PIACE LAVORARE PER COMPETENZE E NON PER "CONOSCENZE"".......sono state le sue parole , sottolineando il fatto che è imparentata con alcune colleghe......"DOBBIAMO LAVORARE, COOPERANDO PER RAGGIUNGERE LO STESSO OBIETTIVO, DIVERTENDOCI, PERCHE' QUANDO SI AMA IL PROPRIO LAVORO CI SI DIVERTE"......"SE AVETE BISOGNO DI ME, LA MIA PORTA E' SEMPRE APERTA"........"UNA SOLA COSA NON SOPPORTO: UN GENITORE DAVANTI ALLA MIA PORTA, PERCHE' CIO' SIGNIFICA CHE L'INSEGNANTE NON HA FUNZIONATO, NON HA ATTIVATO QUELLE STRATEGIE PER TRANQUILLIZZARLO"......."NON AMO PERDERE TEMPO NEI COLLEGI, QUINDI FARO' CIRCOLARE IL VERBALE PRECEDENTE IN MODO DA EVITARE DI LEGGERLO DURANTE LA SEDUTA"..........
Beh, con una simile premessa, mi auguro e auguro a tutti un buon anno scolastico
.
Spero sappia dirigere alla grande!