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Visualizzazione post con etichetta Progetti e concorsi. Mostra tutti i post
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domenica

LIBROLABO

Ovvero, il piacere di creare libri. (era il sottotitolo)
Doveva essere un progetto semplice che rappresentasse un continuo di quanto si stava realizzando nel laboratorio di narrativa, ma come sempre, io e le mie adorabili colleghe ci lasciammo prendere la mano (quando si mettono insieme tre teste piene di idee e con tanta voglia di fare, vengono fuori grandi cose). Spesso è proprio l’entusiasmo dei bambini che ti coinvolge e vai oltre quanto hai programmato. Penso che quell’anno ci sia stata un’impennata nella vendita del libro “Cipì” di Mario Lodi, perchè non riuscimmo a terminare i capitoli (per ognuno di essi c’era la drammatizzazione, la rappresentazione grafica, il riconoscersi nel personaggio e il raccontare per iscritto il proprio mondo) e i bambini vollero comprarlo per scoprirne il finale.
Ognuno realizzò un libro in cui raccontava il suo vissuto, parallelamente a quello di Cipì.
Furono realizzati libri di ogni forma che riassumevano la storia del personaggio ed anche un libro multimediale, utilizzando la voce dei bambini per narrarne i capitoli.
Il grande successo di questo progetto fu lo sblocco da mutismo selettivo di una bambina durante la registrazione delle voci narranti: risentire la propria voce le creò un’immensa gioia che la sbloccò (prograssivamente) dal suo disagio.
Qui ci sono le slide del libro e le foto della mostra
http://www.facebook.com/album.php?aid=30477&id=100000114621737&saved#!/album.php?aid=30477&id=100000114621737
 
 

sabato

Il poliziotto amico

Nel 2008 il titolo del concorso era: "M'importa di........." e con una presentazione in Powerpoint vincemmo il primo posto, a livello provinciale, per la categoria multimediale.


Concorso "Un poliziotto amico"
View more presentations from wanded1958.


La presentazione non è molto chiara e assicuro che fu un bel lavoro: il    testo era cantato dai bambini a tempo di rap.
Qui il testo

domenica

Un grande progetto

Un progetto da realizzare in classe quarta, come approfondimento dell'argomento, perchè l'antico Egitto affascina molto i bambini. Si possono realizzare contemporaneamente tante attività interdisciplinari in classe: in italiano si possono leggere le storie-game su come ritrovare antichi tesori (Credetemi, si divertono ...molto) e utilizzare i geroglifici come codice verbale per i messaggi segreti (nel web c'è un traduttore simultaneo), far scrivere un racconto collettivo ambientato in Egitto o testi descrittivi; in matematica si possono far conoscere i numeri usati da questo popolo e il loro metodo di misurazione e inventare situazioni problematiche ambientate fra piramidi, sulle sponde del Nilo, far costruire una piramide con carta e far riconoscere in essa figure note; far collegamenti con l'insegnante di religione, in geografia si può far analizzare il territorio, metterlo a confronto con quello del passato, far tracciare itinerari, far ascoltare musica egizia mentre realizzano disegni e manufatti (in occasione della festa del papà i bambini realizzarono un papiro con garza e polvere di caffè e incollarono la scritta "al mio faraone" scritta prima con i geroglifici). Insomma, è un argomento che affascina e permette di dare ampio spazio a idee e collegamenti. Le foto sono qui.

sabato

Te lo do io l'Egitto

Ho parlato di questo lavoro , intervenendo ad una discussione sulle "tecnologie di carta", un gruppo sul sito "La scuola che funziona" in cui si poneva il quesito se ancheun elaborato prodotto con carta o l'utilizzo della carta (come pure altri materiali) sia ancora uno strumento didattico valido per favorire l'apprendimento. Questo è stato il mio intervento.

"Le tecnologie di carta permettono di interagire con gli altri, fa fare gruppo, fa guardare negli occhi l'altro, crea contatto fisico e favorisce la manipolazione e la creatività.
Realizzai un progetto sugli Egizi, prevedendo solo l'uso del PC: la finalità era quella di utilizzare l'informatica come strumento per approfondire le discipline e creare un ipertesto.......
Vero che prima di recarci nell'aula di informatica preparavamo una mappa per stabilire i vari collegamenti, si ampliava il discorso con gli apporti di testi e oggetti vari portati dagli alunni che comunque erano molto interessati all'argomento, ma dovetti ad un certo punto rivoluzionare tutto e inserire quella che tu chiami: tecnologia di carta. L'aula diventò una vera officina: tanti piccoli operai che allegramente tagliavano, incollavano, pitturavano e ridevano, sì, ridevano imitando le pitture egizie, dei loro nomi scritti con i geroglifici e si entusiasmarono così tanto che le mamme vollero partecipare anche loro e allora chiesi di preparare dei costumi da far indossare il giorno conclusivo del progetto".  Fu  un lavoro immane, ma la ricaduta positiva sulle attività di storia fu più che buona. 
Accanto a tutto questo lavoro cartaceo, si aggiunse  quello multimediale dell'ipertesto realizzato con Powerpoint.